Wealy - Siringa di sicurezza

SIRINGA DI SICUREZZA RETRATTILE


Wealy® è la Siringa Monouso con SISTEMA DI SICUREZZA PASSIVO ad ago retrattile automatico che elimina TOTALMENTE i rischi di PUNTURE ACCIDENTALI.

L'AGO della Siringa di sicurezza Wealy® si ritrae AUTOMATICAMENTE dopo l'uso: quindi la possibilità di incidenti a fine iniezione scompare totalmente.

Sicurezza passiva: sono definiti a sicurezza passiva i dispositivi in grado di garantire la massima protezione del lavoratore, in quanto il sistema di sicurezza è automatico e non richiede alcun intervento da parte dell’operatore.



ABBATTIMENTO DEL RISCHIO BIOLOGICO
Il Rischio biologico, inteso come la probabilità che in presenza di un agente biologico si verifichi un evento indesiderato per la salute, è stato dimostrato essere per circa il 75% dei casi di tipo PERCUTANEO ovvero si verifica nel 75% dei casi circa quando l’operatore si ferisce accidentalmente con un tagliente contaminato (ad esempio con un ago). Gli atti medici che prevedono l’uso di aghi ed altri dispositivi taglienti/pungenti in grado di trasferire significative quantità di sangue a seguito di un’esposizione percutanea, rappresentino l’ambito di maggiore pericolo. Gli AGHI CAVI e i CATETERI PERIFERICI INTRA-VENOSI (cateteri i.v.) utilizzati per accedere direttamente all’apparato circolatorio del paziente (vene ed arterie) sono i dispositivi medici che, in seguito ad esposizione percutanea, provocano il maggior numero di sieroconversioni all’HIV, HCV e HBV.

NEL MONDO
Gli operatori sanitari nel mondo sono circa 36 milioni (di cui il 73% donne).
Ogni anno più di 3 milioni di loro si feriscono, nell’adempimento delle loro mansioni, con un oggetto pungente/tagliente (esposizione percutanea) sicuramente contaminato con almeno uno dei virus dell’HIV (circa 170.000 esposizioni), dell’epatite B (circa 2.000.000 di esposizioni) e dell’epatite C (circa 900.000 esposizioni).
Da tali esposizioni percutanee (in larga misura, punture accidentali) sono attese, ogni anno, 66.000 sieroconversioni HBV, 16.000 sieroconversioni HCV e 1.000 sieroconversioni HIV.
Il 37% delle epatiti B, il 39% delle epatiti C e il 4,4% delle infezioni da HIV contratte dagli operatori sanitari siano direttamente riconducibili ad una esposizione professionale, di tipo percutaneo, a materiali biologici infetti.

IN ITALIA
In Italia gli operatori sanitari dipendenti del ssn sono circa 450.000, di cui 111.000 medici e 276.000 infermieri (dati relativi all'Indagine dell’Associazione Italiana Responsabili Servizi Prevenzione e Protezione Aziende Sanitarie AIRESPSA 2002, 2004, 2006).
L’esposizione al rischio biologico rappresenta l’infortunio occupazionale più frequentemente segnalato tra gli operatori sanitari (41% di incidenza) seguito dai traumi (30%).
Delle esposizioni accidentali segnalate una su tre coinvolge materiale biologico derivante da un paziente affetto da una patologia infettiva trasmissibile per via ematica.
Si stimano circa 100.000 esposizioni percutanee/anno. Il dato è corretto per il tasso di “mancata notifica” che, nel nostro Paese, è stimato essere del 50% (a significare che la metà delle esposizioni percutanee non viene segnalata).

VANTAGGIO ECONOMICO
Il costo medio relativo alla diagnostica, alla profilassi e al monitoraggio post-esposizione è di circa 850 Euro ad evento (range 750- 1.320 €).
Il costo diretto attuale in Italia su base annua è stimabile in circa 28 milioni di Euro a ragione della mancata notifica (circa il 50% degli eventi non vengono segnalati) e della rilevante percentuale di fonti non testate (18%).
Le risorse spese per gestire le esposizioni, possono essere, più sensatamente e proficuamente investite per prevenirle, in un virtuoso processo a “costo zero” e “bilancio socio-economico attivo”.

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